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“La poetica dello scatto: Still/s Strangers” di Francesco Caradonna a Taranto

La poetica dello scatto. Nell’ambito del progetto “Teatri Abitati: una rete del contemporaneo”, dal 6 al 25 aprile 2010 il TaTÀ di Taranto, spazio-residenza del Teatro Crest, ospita Still/s Strangers di Francesco Caradonna, fotografo e regista tarantino, attivo a Londra. Nel particolare, la mostra, allestita nel foyer del teatro di via Grazia Deledda, comprende la proiezione di un corto, Untilted#700, un viaggio scardinante l’apparato cognitivo dell’uomo occidentale, e la installazione di foto-video, immagini legate alle tematiche del video. L’allestimento è visitabile nelle serate di spettacolo. Ingresso libero.

● la presentazione
Quel mondo non esiste

La viscerale ricerca attraverso un Universo fatto di strade e di gente, di stranieri e delle loro storie, momenti e narrazioni che si incrociano e si intrecciano, intraprendono percorsi diversi, nascosti, sotterranei; dove il vuoto di ogni esistenza viene colmato dall’istante che dona loro l’immortalità, un eterno fuggire dall’inevitabile ultimo atto.
La fotografia testimonia qui l’arrogante presunzione e l’inevitabile condizione di dover essere umani, di una condizione toccata in sorte e di come questa sorte gioca con le loro identità.
La giostra delle rispettive ombre, il teatro delle anime tra i contrasti del bianco e del nero, le fughe dalla realtà che il dialogo tra l’uomo e l’opera d’arte inevitabilmente genera; nei colori che la vista percepisce ed attraverso i quali si articolano le emozioni delle moltitudini dei popoli e delle genti che abitano questa ricerca.
Alla base di tutto esiste il mezzo fotografico, lo sguardo, le lenti dell’obiettivo che aprono le porte alla dimensione nascosta della pellicola, la luce penetra attraverso il gesto che chiude e interrompe il lineare trascorrere del tempo, dove l’istante reso eterno si trasforma in caos primordiale e vengono meno le consuete leggi dell’esistenza, l’infinito diviene metafora della vita e delle vite, la memoria del loro intimo, effimero esistere. Senza codice d’interpretazione.
Perchè qui si cammina tra le strade e nel vorticoso flusso delle esistenze umane, non ci si sofferma sulla spettacolarità di eventi eccezionali, si esplora invece l’humus di un’umanità fragile ed al tempo stesso presuntuosa, si ferma il tempo dove il tempo non vorrebbe essere fermato, si mettono a nudo quei piccoli e grandi difetti che sono il dono più prezioso della tenera e brutale natura umana.
I processi chimici delle relazioni umane e della fotografia, quando ai suoi esordi, era il 1839 e sulle pagine della Gazete de France si leggeva, riguardo alla rivoluzione dell’immagine fotografica che: “Sconvolge tutte le teorie scientifiche della luce e dell’ottica, e rivoluzionerà l’arte del disegno. M. Daguerre ha trovato il modo di fissare le immagini che si dipingono da sole dentro una camera oscura….”
Francesco Caradonna dipinge queste immagini fatte di Still/s Strangers, ancora stranieri, colti nella loro desolazione, disperazione ed allegria; ciò che caratterizza queste immagini è l’assoluto movimento, il defluire della vita nelle posture e nei gesti di un’umanità colta nel suo frenetico convivere.

Gli sguardi delle persone ed i loro corpi divengono segni del passaggio, mutevoli e nomadi come nomade è lo spirito di colui che seleziona questa materia e la estrae dal continuo scorrere del tempo.
L’uso del mezzo analogico concentra la poetica nel solo momento dello scatto.
Le immagini raccontano scene di vita colte nella loro complessità, l’originale sensibilità con cui si approcciano e si descrivono stranieri tra le strade di Londra, New York, Bologna, Lisbona, Milano e Taranto.
Sia che ci si trovi nelle piazze, nelle metropolitane o tra i mercati rionali il soggetto rimane ancora l’uomo, i suoi reciproci rapporti, in ogni immagine si percepisce la vita, le emozioni di luoghi e di genti, uomini come maschere che cercano invano di lasciare una traccia in un universo in continuo ed inarrestabile divenire.
Ma “Come hai sperimentato non esiste il mondo, ma solo una descrizione del mondo che hai imparato a vedere chiara e prendere sul serio.”
Nicola Machetti

● il video
Untilted#700 (9’30″)

Untitled#700 è un viaggio scardinante l’apparato cognitivo dell’uomo occidentale. Senza alcuna pretesa esplicativa, Untitled#700 apre una finestra di luce nel buio della ricerca della conoscenza di ogni uomo o donna. Una sola lunga metafora in cui i capisaldi e le sovrastrutture della realtà che conosciamo si perdono e si svuotano di significato in una visione più ampia delle cose, tale da far definire la realtà e il mondo stessi come qualcosa che riconosciamo solo perchè il nostro sistema di conoscenza ha imparato e si è abituato a vederli in una certa maniera. Persino il concetto di Dio viene messo in discussione e rapportato ad un’ipotetica e più vera “inenarrabile” controparte del sistema-essere-umano. Untitled#700 è un’opera liberamente ispirata alla visione e all’esperienza di Carlos Castaneda e rappresenta un tributo all’autore. Oltre ad essere un cortometraggio sperimentale, Untitled#700 mostra un esperimento produttivo di cinema no-profit indipendente e low budget.

● l’installazione “foto-video”

Il collegamento tra foto e video è esplicitato in una frase del corto: “Il mondo non esiste. Esiste solo una descrizione del mondo che hai imparato a vedere chiara e a prendere molto sul serio”. La ricerca di Caradonna tratta ciò che si nasconde dietro ciò che a prima vista sembra quello che vediamo. Immagini comuni che tuttavia nascondono inenarrabili storie, scorci di paesaggi umani, piccoli esseri umani che non sanno ciò che fanno o forse sì. La ricerca di una frequenza su cui le nostre masse corporee viaggiano e su cui a volte si incontrano, al di là della lingua, della provenienza della diversa apparente origine. Il contenitore è il percorso, la ricerca, il linguaggio… ed è in itinere.

● il profilo

Francesco Caradonna nato a Taranto nel 1979. Durante l’Università scopre l’arte del montaggio cinematografico, passione che lo porterà da Bologna a Milano e Londra, passando per esperienze professionali a New York e Kingston, dove collabora con le più interessanti ed eclettiche post produzioni e case di produzione. Vive e lavora a Londra come montatore senior e regista indipendente. Scatta fine art photography, cercando sempre remoti angoli e prospettive inusuali con un approccio analogico e sfruttando le tecnologie di un pianeta sempre più digitale.

Still/s Strangers di Francesco Caradonna
ideazione, progetto grafico e cura Francesca Ruggiero
coordinamento Tore Scuro

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