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11 – LA LEGGE

11 – LA LEGGE di Jules Dassin con Yves Montand, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni (Italia-Francia 1958) – b/n – 126’

 

La legge cui si richiama il titolo è quella vigente in un paesino meridionale, e consiste in un gioco nel quale chi perde deve sottostare ad una serie di umiliazioni da parte del vincente. È la stessa legge che impera in un paese nel quale a farla da padrone è un signorotto con i suoi accoliti. Il film, frutto di una co-produzione franco-italiana secondo una prassi corrente negli anni Cinquanta, fu girato dal regista americano Jules Dassin (Forza bruta, Città nuda, I trafficanti della notte, Rififi), trasferitosi in Europa in seguito alle discriminazioni maccartiste di cui erano rimasti vittime negli USA i cineasti sospettati di simpatie comuniste. In Italia Dassin realizzò La legge prima di sistemarsi definitivamente in Grecia. Nonostante il grosso cast internazionale, il suo film non ebbe molto successo. Il paese immaginario di Porto Manacore dove si svolgono i fatti narrati è in realtà Peschici e Rodi Garganico, località in cui il film fu girato.

(v. att.)


10 – GAMBE D’ORO

10 – GAMBE D’ORO di Turi Vasile con Totò, Rosario Borelli e Memmo Carotenuto (Italia 1958, b/n, 109’)

 

Tra i pochi film ambientati a Foggia e provincia, Gambe d’oro appartiene al piccolo filone della commedia calcistica che ha avuto epigoni come Majano, Comencini e Puccini. I tempi sono ancora quelli di quando il gioco del calcio aveva una sua connotazione solo sportiva e romantica. La storia gira attorno al tentativo (poi rientrato, anche per motivi sentimentali) di cessione di due bravi calciatori della squadra del Cerignola ad un industriale milanese. Musicato da Lelio Luttazzi, il film del regista Turi Vasile (qui pure sceneggiatore e in seguito, anche scrittore e produttore) è vincitore dell’Ulivo d’oro al festival del film comico e umoristico di Bordighera.

(a.m.)


9 BIS - IL PREZZO DELLA GLORIA

IL PREZZO DELLA GLORIA di Antonio Musu, con Gabriele Ferzetti, Eleonora Rossi Drago, Pierre Cressoy, Mike Bongiorno, Fiorella Mari (Italia 1956)

Fra il comandante del cacciatorpediniere Sagittario e il primo ufficiale non c’è accordo. Ma quando il primo viene ferito, l’altro conclude felicemente una pericolosa missione. Film nel solco di quelli sull’ambiente della Marina Militare Italiana girati nello stesso decennio da Francesco De Robertis e Duilio Coletti. Anche questo, dunque, era centrato sugli stessi motivi dei più noti film dei citati registi: dovere e disciplina militare, eroismo quotidiano, esaltazione dei sani valori della tradizione. Interpretato da un cast di prim’ordine (fra gli altri c’è anche Mike Bongiorno in uno dei pochissimi ruoli al di fuori del suo personaggio televisivo), Il prezzo della gloria fu diretto da Antonio Musu, sceneggiatore e produttore nonché autore, come regista, soltanto di un altro film, Totò e Marcellino, di due anni dopo. Girato a Taranto, location ideale per questo tipo di film.
(v. att.)


9 – IL FIGLIO DELL’UOMO

9 – IL FIGLIO DELL’UOMO di Virgilio Sabel con Eugenio Valenti e Fiorella Mari (Italia 1954) – col. – 75’

Storia della vita di Gesù, dalla nascita alla morte, alla resurrezione. Il film fu prodotto dalla “San Paolo Film”, casa di distribuzione di pellicole per il circuito alternativo dei circoli del cinema cattolici. Inizialmente Virgilio Sabel – regista apprezzato di alcuni documentari, qui alla sua prima prova nel campo del lungometraggio – avrebbe dovuto girare un cortometraggio centrato soltanto sulla Passione, ma nel corso della lavorazione pensò di ampliare la materia narrativa e di inserire la parte realizzata in un vero e proprio film di più ampie proporzioni sull’intera vita di Gesù. Pur non potendo fare affidamento su un budget adeguato, Sabel seppe tuttavia trarre il miglior partito dalle scarse risorse finanziarie messe a disposizione. Il film, a parte Fiorella Mari, attrice professionista di origine sudamericana, fu interpretato da pescatori di Peschici e da contadini di Rodi Garganico, dove furono girati gli esterni.

(v. att.)


8 - DONNE SENZA NOME – LE INDESIDERABILI

8 - DONNE SENZA NOME – LE INDESIDERABILI di Geza von Radvanyi con Simone Simon, Vivi Gioi, Gino Cervi (Italia 1950) – b/n – 90’

 

Nell’immediato dopoguerra fu allestito ad Alberobello un campo-profughi dove venivano raccolti gruppi di donne appartenenti a diverse nazionalità europee. In Donne senza nome sono narrate le vicende una giovane vedova jugoslava in attesa di un bambino insieme con altri episodi che hanno come protagoniste alcune donne provenienti da varie parti d’Europa. Nonostante la singolarità del paesaggio di Alberobello, il film è del tutto esente da tentazioni folkloristiche. La scelta della cittadina pugliese fu dettata da esigenze di  ambientazione reale, tipiche del cinema neorealista. L’autore del film era un regista ungherese (fratello dello scrittore Sandor Marai), attivo anche nel cinema tedesco, che tre anni prima delle Indesiderabili aveva realizzato È accaduto in Europa, uno dei film più rilevanti sull’infanzia abbandonata del dopoguerra.

(v. att.)


7 - IL GRIDO DELLA TERRA

7 - IL GRIDO DELLA TERRA di Duilio Coletti con Andrea Checchi, Marina Berti, Luigi Tosi (Italia 1948) – b/n – 90’

 

Subito dopo la fine della guerra, un gruppo di ebrei scampati ai campi di concentramento tenta di raggiungere clandestinamente la Palestina, dove è in corso la guerriglia fra pattuglie di partigiani della causa ebraica e truppe inglesi di occupazione. Il film affronta per la prima volta uno dei problemi politici internazionali più rilevanti nel dopoguerra. La sua realizzazione, contemporanea alla soluzione della questione palestinese, è a suo modo un esempio di cinema in diretta, influenzato evidentemente dal coevo neorealismo. Il campo di raccolta dei profughi ebrei che era stato effettivamente allestito a Palese, frazione del capoluogo pugliese e sede del suo aeroporto, fu l’ambiente reale della prima parte del film fino all’imbarco clandestino degli ebrei. Alcuni esterni ambientati in un centro abitato della Palestina furono girati nella città vecchia di Bari. Duilio Coletti, regista del film, aveva iniziato la sua attività nel 1939 con Il fornaretto di Venezia e avrebbe poi firmato alcuni interessanti film fra gli anni Cinquanta e Sessanta (Il lupo della Sila, I sette dell’Orsa maggiore, Il re di Poggioreale).

(v. att.)


6 - FANTASMI DEL MARE

6 - FANTASMI DEL MARE di Francesco De Robertis con Raf Pindi, Anna Arena, Nicola Morabito (Italia 1948) – b/n – 95’

 

L’ufficiale della Marina Militare, Capo Arena, già comandante di una nave in disarmo, rievoca un episodio dell’8 settembre del 1943, quando, al comando della stessa nave, sulla quale era imbarcato suo figlio, dovette prendere una drammatica decisione circa le sorti dell’equipaggio militare di cui era responsabile. Dopo la guerra e in concomitanza col già affermato neorealismo, Francesco De Robertis dedica il suo quarto film al mondo della marina militare, ricostruendo con aderenza alla realtà e senza retorica un periodo particolarmente drammatico dell’ultima fase della seconda guerra mondiale. Per questo film il regista utilizzò attori poco conosciuti, fra i quali Raf Pindi (originario della Puglia). Fantasmi del mare fu interamente girato in un set allestito nell’Arsenale Militare di Taranto.

(v. att.)


5 – L’ATLETA DI CRISTALLO

5 – L’ATLETA DI CRISTALLO di William Bird (Enzo Fiermonte) con Enzo Fiermonte,  Marisa Vernati, Peppino Spadaro  (Italia 1946) – b/n – 72’

 

Un pugile decide di ritornare sul ring, dopo essersene ritirato a causa della sua salute compromessa, per aiutare una donna di cui era stato innamorato. Ma lo sforzo dell’ultimo incontro pugilistico gli sarà fatale. Girato nell’immediato dopoguerra, L’atleta di cristallo è un film in cui Enzo Fiermonte (che lo firma con lo pseudonimo di William Bird) trae spunto da alcune sue esperienze autobiografiche, essendo stato pugile in gioventù prima di iniziare l’attività cinematografica come attore di un certo successo negli anni a cavallo dei Quaranta. Il film, che il suo regista/attore aveva voluto fortemente, era il risultato di una forma di produzione improvvisata e ciò nocque alla sua circolazione, che fu molto incerta. L’atleta di cristallo fu girato per gli esterni e in parte anche per gli interni a Bari, città natale di Enzo Fiermonte.

(v. att.)


4 – LA NAVE BIANCA

4 – LA NAVE BIANCA di Francesco De Robertis con attori non professionisti (Italia 1941) – b/n – 74’

 

Nel corso della seconda guerra mondiale sulla nave ospedaliera “Arno” vengono trasferiti alcuni marinai feriti durante un’azione bellica. Uno di loro ha una corrispondenza con una crocerossina, madrina di guerra. La nave bianca, ritenuto anticipatore del neorealismo, fu diretto da un alto ufficiale della Marina Militare, Francesco De Robertis, nativo di San Marco in Lamis, che avrebbe dedicato poi gran parte della sua filmografia al mondo militare della marina. Il film fu supervisionato da Roberto Rossellini, che quattro anni dopo avrebbe dato inizio al nuovo cinema postbellico in Italia, appunto il neorealismo (ma non si è mai chiarita la natura della sua collaborazione al film di De Robertis). Gli esterni furono realizzati nel porto di Taranto, che di lì a poco sarebbe stato uno dei bersagli principali di attacchi aerei nemici.

(v.att.)


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